MAREE

 

 

 

Ho iniziato questo progetto con una precisa idea in mente: seguire le tracce della marea, cercare i segni che lascia sugli scogli, sulle banchine del porto, sulle scalette e sulla superficie terrestre. Ho lavorato durante il plenilunio chiamato la “Luna Blu”, scattando molte fotografie e  cogliendo elementi molto interessanti, ma poco soddisfacenti. Perché più davo un volto nitido al mio lavoro, più qualcosa mi spingeva ad andare oltre, a cercare al di là del visibile, del misurabile, del tangibile, del segno preciso. Abbandonando il primo tentativo di ricerca, mi sono lasciata andare in una dimensione più mistica. Volevo cogliere qualcosa di più inafferrabile, ma che fosse intimamente legato al concetto di acqua in risalita.

 

Ho provato ad immaginare allora la spinta dell’acqua, l’attrazione dei pianeti, la “salita” della marea verso il cielo. E per questo sono partita da sotto la superficie del mare, dal fondale. Emergendo vicino alla costa, sugli scogli, per poi, sempre nella stessa zona dell’isola di Capri, risalire in passeggiata fino ad uno strapiombo di 300 metri. Tre fotografie scattate nella stessa zona: sotto, a pelo e sopra l’acqua. Acqua, Terra, Cielo, dunque, interconnessi, soggetti coinvolti nella stessa danza cosmica.

 

Le fotografie hanno “temperature” diverse. Acqua ci porta nel silenzio del fondale, al freddo; una scaletta di un piccolo gozzo rimanda all’idea di risalita. Terra è calda, accoglie, come una madre, l’acqua che risale in grandi pozze. Alberga la vita, le piante, i pesci. Cielo è un’immagine più lavorata, dai toni glaciali e rimanda allo spazio, all’etereo, al cosmo. Tanto che la roccia sembra una superficie lunare.

Con Maree ho compiuto un viaggio meraviglioso. Partendo dall’abisso, carico di silenzi, del Mare, passando per la calda madre Terra e arrivando fino alla Luna, dove risiedono i sogni più belli.

© COPYRIGHT 2015 Consuelo Canducci | ALL RIGHTS RESERVED

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