L’autoritratto mi permette di relazionarmi con il mondo mantenendo contemporaneamente due punti di vista: quello dell’osservatore e quello dell’osservato. Uso il corpo come filtro e mezzo per esplorare sentimenti che mi appartengono e che sono comuni a tutti.

Come la doppia negazione in latino che costituisce affermazione: il doppio stare abbatte l’ego ed io non sono più io ma tutti. 

Io sono la fotografa, il soggetto, sona la fotografia e sono anche il mondo intero.

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